L’altro cervello: l’ansia nella pancia

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Questa breve intervista è relativa alla partecipazione del Prof. Stanghellini al Congresso voluto fortemente da me in qualità di Presidente della Onlus Pronto Intervento Panico e organizzato in partnership con QN Il Resto del Carlino ( allego estremi). Un ringraziamento speciale alla Industria Farmaceutica Alfasigma che è nostro Gold Sponsor.

1. Prof. Stanghellini cosa l’ha convinta a partecipare a questo Congresso divulgativo?

La riunione è basata su una impostazione moderna anzi post-moderna. Dopo un periodo in cui c’è stato un fiorire di specialità mediche focalizzate sulle patologie di un organo o di un apparato, oggi cresce la consapevolezza della necessità di curare la persona nel suo complesso e quindi l’esigenza di multidisciplinarietà e questa riunione ne è un buon esempio.

2. Dal suo punto di vista quali sono i risvolti “nella pancia” dello stress? 

L’apparato digerente è un bersaglio previlegiato degli stimoli stressanti. Studi sperimentali di alcuni anni fa dimostrano che lo stomaco reagisce ancora prima del cuore allo stress ed è esperienza comune che acidità, nausea, dolore addominale, modificazioni dell’alvo sono esperienze comuni a tutti coloro che vivono esperienze stressanti. Mi preme però sottolineare che i rapporti tra cervello e apparato digerente non sono unidirezionali. Se è vero che stress nervosi inducono importanti modificazioni delle funzioni digestive, numerosi recenti studi scientifici dimostrano che l’intestino con il microbiota ed i suoi metaboliti in esso contenuto esercitano importantissimi effetti sul sistema nervoso centrale e possono essere causa e non conseguenza di ansia e depressione.

Prof.  Vincenzo Stanghellini
Università degli Studi di Bologna
Dipartimento di Malattie dell’Apparato Digerente
Policlinico S. Orsola-Malpighi

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